DOMENICA, 26 GENNAIO 2020

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
ANNO A – 26 GENNAIO 2020

PRIMA LETTURA – DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA (Is 8,23b – 9,3) – In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti. Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Mádian. Parola di Dio.

Zabulon e Neftali erano le prime terre devastate dagli Assisi nel 786 a.C., allorché le tribù residenti furono depredate e deportate. Ebbene, proprio in questo territorio di passaggio, via obbligata per Damasco, oscurato dall’idolatria pagana viene portata la grande luce che procura una gioia incontenibile.
Tale gioia è poi paragonata a quella per la vittoria degli Israeliti contro il popolo idolatra Madianita di Numeri 31,7-18. Potrei risparmiarmelo, ma nessuno dei commentatori si sofferma sull’episodio citato, tanto meno quelli del Grande Commentario Biblico, che tendono a negare l’avvenimento poiché – per loro – un Dio che punisce è inconcepibile. Ma la Bibbia cita la Bibbia e tale avvenimento, per alcuni davvero ingombrante, non può essere facilmente liquidato; è necessario intenderlo, non cancellarlo. Comunque, il messaggio odierno di Isaia è la gioia inebriante che deriva dalla sconfitta delle tenebre.

Salmo Responsoriale – Dal Sal 26 (27) – Rit: Il Signore è mia luce e mia salvezza. – Il Signore è mia luce e mia salvezza:di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura? Rit. – Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario. Rit. – Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. Rit.
Il salmista, dunque, fa consistere la gioia nell’abitare presso la casa del Signore. Ma andiamo subito al Vangelo poiché 1a e 3a lettura sono in piena corrispondenza. Ecco il testo.

DAL VANGELO DI SAN MATTEO (4,12-23). Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. Parola del Signore.

GESÙ RIVIVE LE VICENDE DELL’ ANTICO TESTAMENTO, MA CON UNO SPIRITO NUOVO. Il Vangelo di S. Matteo evidenzia che Gesù attualizza correttamente le Scritture e, a proposito, cita proprio il brano di Isaia che fa riferimento ad un territorio popolato da gente idolatra e impura a cui Gesù indirizza primariamente la sua predicazione. In questo modo realizza la profezia: il popolo immerso nelle tenebre vede una grande Luce. Com’è evidente, il testo biblico per contestualizzare l’avvenimento fa ricorso costante alla Genesi, ove l’irruzione della Luce di Dio infrange le tenebre. Il cuore della narrazione, infatti, è che la Luce che Gesù porta è l’annuncio del Regno di Dio. In questo Regno si entra solo con la conversione, che consiste proprio nel passaggio dalle tenebre alla Luce.
La missione di Gesù è, quindi, portare la Luce e la verita. Ma, per possedere il Regno di Luce, è necessario rispondere alla chiamata di Gesù mediante un personale coinvolgimento. Tale movimento è spiegato dalla seconda parte del brano che segue pari pari il movimento narrato primariamente da S. Marco e che si articola nei famosi cinque verbi, tre di Dio e due dell’uomo. Gesù PASSA (qui cammina presso il mare di Galilea), VEDE e CHIAMA (venite dietro a me): questi i tre verbi di Dio; seguono quelli dell’uomo, la risposta: LASCIARE e SEGUIRE. La stessa scena si ripete due volte.
L’ultimo versetto del Vangelo odierno, il Mt 4, 23, ci fornisce anche la metodologia pastorale: Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità. Peccato che numerosi preti e parecchi monsignori pensano e propalano altre vie pastorali e metodologie più sociologiche che evangeliche. La Parola del Vangelo, invece, è chiara e univoca!
SECONDA LETTURA – DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO AI CORINZI (1,10-13.17) – Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo». È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo? Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo. Parola di Dio.

E’ proprio quello che accade oggi: chi dice di essere progressista e chi conservatore; chi dice di seguire papa Francesco e chi papa Benedetto XVI; chi gradisce il card. Mueller e chi il Card. Kasper. Ma nessuno di questi ha versato il sangue per te. L’unico che si è offerto sulla croce per te è Gesù, il Cristo di Dio, vero uomo e vero Dio. è nel suo santo Sacrificio , che si rinnova sull’altare, e nella proclamazione della Sua vittoria sulla morte, la Risurrezione, che noi tutti troviamo la salvezza. Paolo fa del Kerygma (l’annuncio della morte e risurrezione di Gesù la sua precisa missione, che esprime in modo chiaro e nitido: Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo. E questo è annunciato proprio a Corinto, in una comunità divisa e spaccata.

MESSAGGIO E ANNUNCIO

Traiamo un messaggio dalla Parola di questa domenica. La missione della Chiesa oggi non è litigare sulle forme o sulle istituzioni: chi vuole il celibato e chi non lo vuole; chi pensa ai viri probati, chi alle donne-prete e chi, subdolamente, sta preparando la strada al matrimonio tra preti omosessuali (mi dispiace dirlo, ma alcuni depravati vogliono giungere proprio a questo, forzando la Bibbia e stiracchiando come se fosse la trippa della vacca (Mi sbaglio? Magari! Io lo dico oggi, 26 gennaio 2020. Staremo a vedere!). Su queste ed altre questioni si discute e si litiga; ma chi si preoccupa del popolo immerso nelle tenebre? Chi annuncia la grande Luce? Chi dice la Verità? Sorelle e fratelli, è necessario CONVERTIRSI, cioè cambiare radicalmente, abbandonare le tenebrose ombre intellettuali, idelogiche e morali ed aprirsi al Regno che è vicino. Proprio come Pietro e Andrea, Giovanni, Giacomo e Paolo. Questo è possibile solo immergerdosi nel sacrificio di Gesù e lasciandosi lavare dal Suo sangue: è il solo modo per godere della gioia del fulgore che promana della grande Luce. Ma il mondo sta ancora a rivendicare l’aborto come diritto civile, siamo nelle tenebre fitte, è roba da manicomio! Siamo immersi nell’ombra della morte e finiremo – per forza di cose – al ricambio etnico, perché la terra è di chi fa figli. Guardate l’Europa e, soprattutto, l’Italia: invecchia e non ha ricambio generazionale. Anzi, ai pochi giovani è negato perfino il lavoro, e questi vanno ad arricchire altri paesi, già di per sé opulenti. A proposito, la Repubblica fondata sul lavoro, negli. ultimi 10 anni, ne ha lasciato partire 250 mila.
Le tenebre si manifestano anche perché non abbiamo voluto una vera giustizia sociale, una giusta distribuzione del bene comune. Oggi la sperequazione è gigantesca: c’è gente che non sa come spendere il proprio denaro. Pensate che c’è chi, per una sola notte d’albergo, spreca 15.000 €, ma non a New York o nella mitica California, da noi, a Roma: vedi la suite Villa La Cupola del Westin Excelsior. E ci sono coloro che devono contendersi la panchina di una stazione, se va bene! Tutto ciò, carissimi, la pagheremo fra non molto, non al giudizio finale. Questo ce lo insegna l’AnticoTestamento: c’è una giustizia che ci raggiunge qui, quando l’abiezione diventa fitta tenebra.
In questa nebbia obnubilante Gesù vuole che venga annunciata la novità del Regno. Oggi, come in quel giorno presso il mare di Galilea, Gesù PASSA, VEDE E CHIAMA.
Domando: C’è qualcuno che sente di essere chiamato ed è disposto a lasciare e seguire? Ebbene, il sottoscritto, si. Venerdì scorso, ho avuto una riunione con dei tecnici per mettere a disposizione di giovani volenterosi un prezioso complesso di materiale culturale utile per progetti di lavoro. Io, dunque, ci sto: affiderò questo cospicuo materiale ad un’Associazione di Promozione Sociale – Onlus (cioè senza fini di lucro) per la costituzione di cooperative di lavoro.

I progetti sono i seguenti: 1) Museo della Bibbia (una delle più complete raccolte d’Europa), progetto che può impiegare 10 giovani. 2) Imago Apuliae (la prima e più grande raccolta di immagini regionali, comprente cartografia, vedutistica e cartoline d’epoca); anche questo progetto può impiegare almeno altri 10 giovani. 3) Il percorso della comunicazione: manoscritti, stampa, immagine e il suono. 4) Annuncio Cristiano, un progetto di natura religioso-pastorale che può dare lavoro a molti giovani, diviso in tre settori:

A) Rosario Antico con annessa Mostra Iconografica Mariana; B) 20 secoli di Chiesa, caratterizzati da Papi, Santi, Concilii e Figure eminentiC) Esposizione Sindonica, corredata con le più belle immagini dell’impronta, comprende storia, vicende, ipotesi contrarie e ultimi contributi scientifici.

E non è finita: c’è altro ancora! Il Signore, per fare ciò, mi ha immobilizzato per 5 anni e per altri 7 ha permesso che mi trascinassi con due bastoni; oggi sono qui a dire che io, la Grande Luce, l’ho vista. Se c’è qualcuno che vuol darsi da fare e intende liberarsi della zavorra, salga su. Il Regno di Dio è davvero vicino!

Fra Michele Perruggini, OFM – Associazione: FRATÉRNITA CATTOLICA – WEB: annunciocristiano.it
Fr. Michele è disponibile per eventuali colloqui, chiarimenti o consigli. Per un appuntamento, inviare un messaggio WhatsApp
al numero: 3924281366 oppure una Mail: michele.perruggini@gmail.com